|
ROSARIO GALOFORO, CAMPIONE SENZA CAMPO DI ALLENAMENTO
Nonostante sia tra i migliori atleti della Sicilia Rosario deve fare i conti con la mancanza di un minimo di struttura che gli permetta di allenarsi come vorrebbe, dopo la chiusura della Marina Militare nessuno ha reso disponibile un piccolo spazio per gli allenamenti.Accade ad Augusta, circondata dal mare, nell'anno del signore 2011.....
23 aprile 2011 - Premio C.O.N.I. al canottiere augustano Rosario Galoforo della società Canottieri Club Nuoto Augusta per la vittoria del 4 di coppia Cadetti al Festival dei Giovani di Piediluco 2010.
"Per me il canottaggio è uno sport molto faticoso e impegnativo , - ha affermato il giovane atleta - ma se è fatto bene può dare molte soddisfazioni. Questo sport costa tempo e sacrifici e visto che mi impegno anche nella scuola, devo anche rinunciare ad alcune cose nel mio tempo libero. Il canottaggio è lo sport che praticavano i miei genitori. Avevo già praticato, per quattro anni, il Karate (cintura blu) e per due stagioni estive il nuoto, a dieci anni ho iniziato questo sport, per gioco un po' come tutti, senza pretendere molto, divertendomi a stare in barca e giocare con i remi, così pian piano mi sono appassionato. Da Allievo ho iniziato a vincere le prime gare ed essere nel gruppo dei più bravi. Quando da cadetto, dopo i primi raduni e le gare selettive, ho visto che potevo fare parte del 4 di coppia regionale, mi sono prefisso questo ambizioso obiettivo. Indossare il body della "Sicilia" ha significato allenamenti intensi, criterio e impegno. Insieme ai miei compagni di barca "Siciliani" siamo andati a vincere il 4 di Coppia Cadetti al Festival dei Giovani 2010, con la stessa barca sono stato finalista al Trofeo delle Regioni 2010 (finale non disputata per le cattive condizioni del tempo). Dopo questi risultati il canottaggio cominciava a diventare un bellissimo sogno e il mio nuovo obiettivo era di entrare nella nazionale Juniores ed emulare il mio campione preferito e concittadino Antonio Scaduto, anche se della canoa. Purtroppo - ricorda Rosario - a metà ottobre , quando stavo preparando il Trofeo delle Regioni, è arrivata la comunicazione che non si poteva più entrare nell'area della Marina Militare utilizzata per gli allenamenti e quindi non mi sono potuto allenare in barca, allora si diceva che era una situazione che si sarebbe sbloccata in poco tempo. A fine novembre sono stato segnalato per un provino con l' allenatore della nazionale Italiana Juniores. Claudio Romagnoli, insieme ad altri giovani siciliani, mi ha definito " un cavallo di razza ". A Dicembre ho partecipato al raduno nazionale cadetti al Centro Nazionale della Federazione Italiana Canottaggio a Piediluco. In quel periodo speravo che i problemi per la mia società, per me incomprensibili, si sarebbero sbloccati in modo da poter mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti al Centro Nazionale. Adesso dopo sei mesi sono costretto ad allenarmi a Siracusa e a Catania - spiega con rammarico Rosario - per fare qualche uscita in barca sperando che non ci sia brutto tempo, così alla fatica, al sacrificio e alle rinunce si è aggiunto anche lo stress. L'obiettivo che mi ero prefissato, il mio sogno, è diventato un incubo, lo voglio raggiungere comunque ma in queste condizioni sembra difficile forse impossibile anche se continuo ad allenarmi con lo stesso impegno, credo che la mia stagione sia irrimediabilmente compromessa, nonostante la vittoria nel Singolo Ragazzi di Domenica scorsa. I miei risultati, i risultati della giovane squadra della Canottieri Club Nuoto Augusta non riescono a suscitare gli interessi di chi potrebbe risolvere il problema della mia Società e rilanciare il canottaggio ad Augusta. Di me si è interessata la redazione di Rai 3, "Storia" di Giovanni Minoli che vogliono fare un parallelismo fra me e il mio emulo e campione olimpionico Antonio Scaduto, ma tutto questo sembra non voler interessare a nessuno. Voglio ringraziare - conclude Rosario - il mio allenatore Domenico Moschitto e i miei genitori che mi incoraggiano e sostengono moralmente ed economicamente nel mio cammino sportivo". Lo sfogo del giovane atleta dovrebbe suscitare indignazione solo al pensiero che Rosario non abita in un paese di montagna , dove è logicamente impossibile praticare il canottaggio. Lo stesso CONI che lo premia per i suoi risultati sembra impotente di fronte a tale vistosa mancanza di un minimo di struttura per gli sport remieri. Pensare che Rosario abita in una città circondata dal mare e non può allenarsi sull'acqua come vorrebbe ha dell'incredibile, nè gli enti pubblici, nè la Marina, insomma nessuno ascolta l'appello di chi vorrebbe un piccolo spazio per allenarsi e crescere agonisticamente....
|